episodio n. 19
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Panfredo e Enio aprono la porta della sala dove erano rinchiuse con Olimpia, ma non avendo l’occhio per poter vedere, si muovono cautamente restando in ascolto con il loro insuperabile udito, temendo per la sorte della sorella. Xena vendendole intuisce la loro difficoltà e senza farsi problemi, le raggiunge a passo svelto tirandosi dietro Denio ancora legata:
- C’è Xenaaaa! – grida la Graia alle due sorelle, che identificata la minaccia, si barricano in sala chiudendo la porta. Tuttavia prima di poter attuare un incantesimo, la principessa guerriera apre la porta con un vigoroso calcio ed entra estraendo la spada, mentre Panfredo e Enio corrono a nascondersi dietro ad una statua come meglio possono:
- Dov’è Marte? – chiede ancora una volta alla Graia prigioniera.
- E’ andato ad aspettare le Parche, lasciaci andare! –
- Olimpia! – Xena vede il bardo stesa sul triclinio e vestita per le nozze. E’ sveglia ma ha lo sguardo assente e sembra non averla riconosciuta.
Per evitare nuovi incantesimi, prima di dedicarsi alla bionda guerriera, Xena, si avvicina alle due Graie e utilizzando la sua frusta, le lega con la sorella alla statua, senza che queste possano opporre resistenza:
- Non puoi farci questo lasciaci andare! –
-Xena si avvicina ad bardo per salutarla e guardarla negli occhi. Ma il suo sguardo è assente: - Olimpia … cosa ti hanno fatto … dimmi qualcosa ti prego… Sono io: Xena! Mi riconosci? –
- … Xena … -
L’espressione di Olimpia è inebetita e ha ripetuto meccanicamente il nome della principessa guerriera senza rendersi conto di averla di fronte a sé dopo tanto penare.
- Cosa avete fatto ad Olimpia? – chiede Xena adirata alle Graie voltandosi verso di loro e accorgendosi che Denio sta provando a recitare delle formule, guardando verso la sfera del potere dell’occhio posta per terra in un angolo, semi nascosta dal sacco che la contiene. Perciò corre verso l’oggetto causa di buona parte dei suoi guai e afferratolo, si avvicina alla finestra da cui si vede tutta la Grecia e minaccia le graie di lanciarla nel vuoto.
- Noooooo!!!!! La sfera! – gridano in coro le sorelle, piagnucolando per la sorte della fonte dei loro incantesimi. – Come faremo senza? Non farlo ti prego! – Supplica Panfredo dimenandosi per la stretta presa della corda.
- Fate tornare Olimpia come prima, muovetevi! – ordina Xena.
- Non possiamo, devi farle bene il contenuto dell’ampollina che è nel sacco con il tappo d’oro. – dice Enio mentre la principessa guerriera si china per rovistare nel sacco e trovare ciò che ha detto.
- Bene … vedo che quando collaborate andiamo d’accordo… adesso voglio che la Olimpia di questo presente perda memoria di ciò che è successo da quando l’avete mandata nel futuro fino ad oggi e si ricordi di tutto quello che le è successo prima di questa storia. … obbeditemi, Olimpia è qui fuori e posso verificare se mi state ingannando… – finge Xena per convincere le Graie a riportare le cose a posto.
Le sorelle recitano delle formule per sciogliere l’incantesimo preoccupate della sorte della sfera e dopo pochi attimi una di loro afferma prontamente:
- La memoria della tua amica è stata cancellata e ha dimenticato ciò che è successo in questi giorni. – dice Panfredo
- Adesso rimetti a posto la sfera! – intima Enio, chiedendo che la parola venga mantenuta.
Xena, sapendo di non poter correre altri richi, dopo aver riflettuto per qualche istante decide di lanciare la sfera nel vuoto:
– Mi dispiace ma non posso accontentarvi… - dice lanciandola con forza fuori dalla finestra mentre le Graie iniziano a piagnucolare per aver perso la fonte dei loro incantesimi.
- Nooo!!! Come hai potuto!!!! –
- Non avreste mai dovuto aiutare Marte. Chissà .... se siete state fortunate, può darsi che la sfera sia ancora intera… - sorride Xena beffandosi delle tre sorelle, prima di avvicinarsi ad Olimpia con in mano l’antidoto al suo incantesimo.
- Bevi Olimpia, vedrai che ti sentirai meglio… -
La principessa guerriera avvicina l’ampolla alle labbra del bardo e lascia scorrere il contenuto nella sua bocca, facendoglielo ingoiare. Dopo pochi secondi la donna avverte un forte dolore alla testa e quando riapre gli occhi si rende conto di avere Xena di fronte a sé:
- Oh Xena, sei tu! – esclama abbracciando teneramente la mora guerriera che ricambia l'effusione.
- Ti senti meglio adesso, vero? –
- Si, meglio… -
Olimpia fissa le labbra di Xena chiedendole un bacio, ma entrambe si sentono disturbate dalla presenza della Graie e scacciano questo desiderio dalla mente:
- Vieni, andiamo via di qui, prima che torni Marte - dice Xena prendendo Olimpia per mano.
Le due lasciano insieme la sala dirigendosi a passo svelto fuori dall'edificio lasciando le sorelle delle Gorgoni a dimenarsi cercando di allentare la frusta che le imprigiona.
Cautamente le due guerriere corrono tra le sale dell'Olimpo facendo attenzione a non destare alcun sospetto tra gli immortali trovando poi riparo dietro ad una grande fontana da cui scorre copiosa dell’ambrosia in cui si erge al centro una grossa statua raffigurante il dio del fulmine in tutto il suo vigore. Coperte da alte piante di fiori mai visti sulla terra, Xena tira a se Olimpia e con impeto la induce ad appoggiarsi ad un colonna di marmo per poi stringerla forte tra le sue braccia e baciarla con passione:
- L'idea di saperti sposa di Marte mi ha terrorizzata ... ho avuto paura di perderti ...- sossurra Xena guardando la compagna negl'occhi mentre con il dorso della mano le accarezza i dolci lineamenti del viso.
- Ed io mi sono sentita persa ... non posso immaginare la mia vita senza di te ... -
Stringendo nuovamente la compagna a se Xena fa un lungo respiro cercando di liberarsi dalla tensione che fino al quel momento albergava nel suo cuore; dopo qualche istante, guida Olimpia verso il bordo della fontana facendole segno di sedersi sul bordo mentre lei s'inginocchia ai suoi piedi per poi riprendere a parlare:
- Stai bene? Cosa ti ha fatto Marte? – chiede preoccupata la guerriera prima di passare a tutt’altro discorso.
- Non preoccuparti sto bene. Marte non ha osato farmi del male. In verità, però, non so chi mi abbia vestito così, né dove mi trovo… -
- Siamo sull’Olimpo ... era qui che dovevano essere celebrate le nozze dopo che hanno scoperto il nostro arrivo. Le Graie ti hanno fatto un incantesimo che probabilmente ti avrebbe fatto cedere al fascino di Marte, ma poco fa ti ho fatto bere l’antidoto. –
- … Capisco …ma come sei arrivata qui? –
- Le Parche mi hanno aiutato ... mi hanno rivelato qual'era il loro debito ... appena avremo un po’ di tempo te ne parlerò; adesso dobbiamo stare in guardia perché non sò dove sia Marte e non vedo più Hercules in giro. Gli altri dei non devono sapere di questa faccenda, altrimenti le Parche potrebbero avere dei problemi con Giove. Dobbiamo nasconderci. –
- Ti sei portata dietro Hercules eh? – chiede il bardo giocando sulla sua gelosia.
- Si… ma ti ho pensato tutto il tempo e adesso che ti vedo davanti a me, ancora non riesco a credere di averti ritrovata… -
Xena si allunga verso Olimpia per baciarla nuovamente sulle labbra mentre la bionda poetessa chiude gli occhi lasciandosi trasportare da questo dolce momento vissuto con la compagna per poi ricambiare l'effusione desiderando che non avesse mai fine:
- Non incitarmi così o non riuscirò più a fermarmi! Ti devo dire una cosa importante… - Olimpia si ritrae un po’ delusa e dopo aver tirato un lungo respiro guarda altrove per evitare gli occhi di Xena:
- Scusa… hai ragione avremo tutto il tempo per… -
Xena posa delicatamente un dito sulle labbra del bardo impedendole di completare la frase:
- Shh .... non dire nulla ... vedi amore, ho riflettuto molto in queste ultime ore ma ora che ti ho di fronte a me ... non trovo le parole adatte per descriverti ciò che provo ... -
La mora guerriera arresta nuovamente il suo dialogo mentre il cuore inizia a batterle forte nel petto; trascinata dalle forti emozioni che le pervadono l'animo, Xena bacia ancora una volta la bionda poetessa per poi rivolgersi a lei improvvisamente:
- Vuoi sposarmi? –
- … Che cosa? – domanda con estrema sorpresa Olimpia quasi incredula leggendo negl'occhi della compagna tutto il suo amore.
- Voglio che le nostre anime siano unite per sempre. Nessuno deve portarti più via da me ... non posso sopportarlo ... non riesco neppure a immaginare per un attimo di vederti tra la braccia di un altro ... Tu hai cambiato completamente la mia vita, mi hai ridato una motivazione per vivere ... neppure l'eternità dovrà mai separarci perchè la mia esistenza non ha senso se tu non sei al mio fianco ... Io e te siamo una cosa sola ... ti prego Olimpia ... permetti alle Parche di unire nostri spiriti adesso,così che più nessuno potrà più frapporsi tra noi ... neppure le divinità. -
Una lacrima di commozione riga il volto felice della principessa guerriera, che abbassa poi lo sguardo da quello di Olimpia attendendo con il cuore in gola una risposta dalla donna che ama da sempre. La bionda guerriera resta per qualche attimo in silenzio come spiazzata da una tale manifestazione d'amore che mai in quel momento si sarebbe aspettata; guidata dalle forte emozione Olimpia si avvicina alla compagna e non riuscendo a trattenere le lacrime l'abbraccia forte:
- Si, amore si ...voglio essere tua per sempre .... - risponde Olimpia cercando di controllare la commozione - ... Ti amo tanto Xena ... -
- Anch'io ti amo Olimpia ... -
Nell'udire quelle parole la principessa guerriera bacia teneramente il bardo lasciandosi trasportare dalla gioia per la risposta ricevuta per poi chiudere gli occhi ed assaporarsi ogni attimo di questo magico momento.

CAPITOLO IX

Mentre il combattimento tra Marte ed Hercules continua, le Parche si manifestano di fronte a Xena e Olimpia ancora intente a tenersi per mano e guardarsi negli occhi. Alla loro comparsa Xena si alza in piedi e si avvicina alle tre dee chiedendo spiegazioni:
- Dov’è Marte? –
- Sta combattendo con Hercules, lontano da qui… - risponde Cloto.
- Non ci metterà molto a tornare perciò dobbiamo riportarvi nel futuro. – aggiunge Atropo.
- No aspettate ... - le interrompe Xena avendo la possibilità di chiedere alle Parche di sancire la suo unione con la compagna.
- ... Io e Xena abbiamo una proposta da farvi. – continua il bardo guardando la mora guerriera negli occhi, mentre le Parche sorprese attendono una spiegazione:
- Io amo Olimpia come mai avrei creduto di poter amare qualcuno ... farei qualunque cosa per lei, anche perdere la vita se fosse necessario ... non posso vivere senza di lei, il solo pensiero mi fa impazzire ... Vorremmo che voi uniste le nostre anime con un legame inscindibile…per sempre. Né Marte, né nessun’altro, dovrà mai più dividerci... – prosegue Xena.
Le tre dee del destino si scambiano silenziosamente uno sguardo per poi guardare più volte le due guerriere senza dare loro una risposta fino a quando Cloto si introduce dicendo:
- Per lustri vi abbiamo osservate ... -
- E molto amore avete sempre dimostrato l'una per l'altra ... - continua Lachesi.
- Il destino è favorevole alla vostra unione ... - conclude Atropo - ... I vostri spiriti verranno uniti per l'eternità. -
Nell'udire la risposta delle Parche Xena e Olimpia si abbracciano, sorridendo poi alle dee come per ringraziarle di aver concesso un tale privilegio a due mortali:
- Celebreremo la vostra unione nella nostra dimora ... - conclude Cloto.
- Venite ... - continua Lachesi porgendo loro una mano.
Xena guarda per un attimo Olimpia e senza sciogliere l'abbraccio prende la mano della dea del destino che in pochi attimi scompare con le sorelle portandole con se.

- Un topo! Un topo!! – urla Denio, cercando di divincolarsi dalla frusta che la tiene legata alla statua con le sorelle mentre Panfredo le pesta un piede con violenza:
- Smettila di urlare! Ormai per noi è finita! Xena ha lanciato nel vuoto la nostra sfera e tu pensi ai topi?! Ma ti è rimasto un po’ di sale in quella zucca vuota? –
- Ma cosa posso fare adesso? Stiamo qui ad aspettare che qualcuno ci liberi… se mai qualcuno verrà! Le nozze sono sfumate e Marte non ci darà nemmeno un seguace di Dahak! Io ho fame ... Vorrei almeno consolarmi con un topo! –
- Sei senza speranza sorella … - conclude Panfredo.
- Coraggio non abbattiamoci! – incita Enio – Cercheremo la sfera quando ci avranno liberate e torneremo più forti di prima! –
- Sei ottimista sorella...troppo ottimista … - risponde Panfredo.

Nella dimora dell’Olimpo destinata ad accogliere le Parche, tra fusi e centinaia di fili, Xena e Olimpia stanno per sancire la loro eterna unione dinanzi a un sobrio altare. Le Parche si avvicinano ad esso lentamente posizionandosi al centro ed alzando le braccia al cielo indicano alle due eroine di essere pronte per il rituale. Xena e Olimpia si scambiano un dolce sguardo per poi avvicinarsi alle dee tenendosi per mano.Poste di fronte all'altare delle Parche le due donne chiudono gli occhi attendendo in silenzio che le dee diano inizio alla cerimonia.Cloto si antepone tra le due donne facendo che si voltano l'una di fronte all'altra mentre la dea passa un filo d'orato intorno al polso sinistro di entrambe le donne unendoli per qualche istante:
- Il destino vi ha condotto fin qui oggi, per unire le vostre vite e tutte quelle che verranno nei secoli. – dice Lachesi stando al centro tra le sue sorelle, dinanzi alle due guerriere.
- Nessuno potrà rompere questo vincolo che noi oggi celebriamo, perché queste anime sono da sempre insieme e per sempre lo resteranno. – dice Atropo mentre segna la fronte di Xena e Olimpia con dell’acqua, tracciando un cerchio con il pollice.
Il simbolo tracciato rimane visibile per qualche secondo, brillando di luce propria, per poi svanire alla vista dell'occhio umano rimanendo però impresso nell’anima delle due donne.
Xena e Olimpia restano l'una di fronte all'altra guardandosi intensamente negl'occhi mentre i loro spiriti vengono pervasi dal potere delle dee del destino:
- …Adesso nessuno potrà più dividervi. Siate felici, perché la vita vi vedrà unite d'ora in poi per l'eternità ... – sentenzia Lachesi sul futuro delle due donne.
Con il cuore pieno di gioia Xena cinge i fianchi della compagna e perdendosi nella luminosità dei suoi occhi assapora ogni attimo di questo speciale momento che non potrà mai dimenticare, mentre il bardo dopo qualche istante abbraccia forte la compagna per poi ringraziare le Parche:
- Vi ringrazio…senza di voi, tutto questo non sarebbe mai stato possibile. –
– La vostra condotta e il vostro coraggio, si sono conquistati questo merito. - risponde Atropo - Noi non vi abbiamo regalato nulla. –

CAPITOLO X

Intanto, nel vulcano in piena eruzione, il combattimento tra i due figli di Giove prosegue senza esclusione di colpi. Una serie di pugni al volto stanno mandando Hercules al tappeto, ma l’eroe sta solo prendendo tempo prima di sferrare il suo attacco e dopo aver costretto il dio della guerra alla difesa con un gancio diretto stomaco, si interrompe bruscamente:
- Aspetta, aspetta … -
- Che c’è? Ti sei stancato? Vuoi riposare femminuccia? –
- No, vedi… è che stavo pensando: chissà se Xena avrà già trovato Olimpia … - scherza Hercules, facendo notare al fratellastro che accecato dall'ira ha perso di vista il suo obbiettivo perdendo tempo prezioso.
- AAAAHHHH! Sei un …! –
- Cosa? Cosa vuoi dire? –
Marte afferra il fratello per il colletto del gilet di pelle e con lui scompare da quel caldo luogo, ritornando sull’Olimpo nel punto in cui avrebbe dovuto aspettare le Parche senza però trovarle:
- La pagherai Hercules! Tu e Xena me la pagherete molto cara! … Devono essere sicuramente rifugiate nel tempio delle Parche!–
Senza aggiungere altro il dio della guerra corre in direzione della dimora delle dee del destino seguito da Hercules e visibilmente innervosito fa irruzione nel tempio dove vede Xena e Olimpia intente a parlare con le Parche:
- La pacchia è finita! Adesso si celebreranno le nozze Xena, ti conviene toglierti di mezzo! – intima Marte, interrompendo il momento felice delle due donne.
La principessa guerriera, si avvicina al dio della guerra con aria spavalda:
- Sei arrivato tardi, qui è già stato celebrato un matrimonio, ma tu non sei stato invitato. –
Intuendo ciò di cui la donna sta parlando, il dio si fa breccia verso l’altare spintonando Xena ed intuendo il tradimento delle Parche intima:
- Voi! … Avevamo un accordo… la pagherete cara! -
- Getta la spugna Marte, anche stavolta ti è andata male. Ormai Olimpia non può più diventare la tua sposa e se Giove sapesse tutto il trambusto che hai ordito, specie se dovesse sapere che stai macchinando nell’ombra con Dahak, di certo non te la farebbe passare liscia. – conclude Hercules, per spingere il fratello a ritirarsi.
- Ciò che dirò a Giove è affar mio e delle Parche… - ribatte il dio guardando le custodi del destino.
- Noi non abbiamo mai avuto intenzione di aiutarti … - risponde Cloto.
- … Stiamo solo obbedendo al destino e anche tu lo farai, perché il destino non può essere cambiato. Giove non ti crederà se gli dirai del crepuscolo e di come salveremo te e Venere … - continua Lachesi.
- Perché non è ancora giunto quel tempo. – conclude Atropo.
Marte resta per un attimo immobile mentre le labbra si contraggono in un ghigno di rabbia e dopo aver osservato tutti i presenti della stanza scompare scotendo la testa cercando di controllare l’ira: i suoi piani sono sfumati; non gli resta che ritirarsi nel suo tempio a meditare sulla sconfitta cercando di smaltire la rabbia.
Vedendolo andar via, Olimpia tira un sospiro di sollievo e va ad abbracciare Hercules che non aveva ancora visto fino a quel momento:
- Hercules! ... Sono felice di rivederti! -
- Anche io Olimpia e sopratutto sono felice di poterti riportare a casa… - risponde Hercules sorridendo al bardo.
- Non vedo l’ora di togliermi questo scomodo vestito di dosso… -
- Però! Adesso che ti guardo, devo ammettere che sei proprio elegante... –
Olimpia arriccia il naso, poco convinta del commento dell’eroe, mentre Xena si avvicina ai due appoggiando una mano sulla spalla del figlio di Giove:
– Hercules ha ragione, saresti stata una sposa molto elegante … - commenta ammiccando facendo allusione alla loro cerimonia.
- Ora dobbiamo riportarvi a casa… - si intromette Cloto.
- Finalmente! – commenta sorridente Olimpia avvicinandosi alla principessa guerriera.
Xena accoglie la notizia con un velo di tristezza ripensando al giovane bardo, forse ancora da sola nel bosco in balia di Speranza e del Distruttore:
"Non devo temere per lei, c’è un’altra Xena che la sta cercando e so che la troverà presto…mi mancherai Olimpia e ogni volta che ripenserò a te, mi girerò e ti vedrò al mio fianco…perché è qui che sei: sempre accanto a me."
- Qualcosa non va? – chiede il bardo.
- No, è tutto a posto. Non vedo l’ora di tornare al nostro presente, ho tante cose da raccontarti. –
- E io non vedo l’ora di sentirti parlare… -
Così dicendo, Olimpia stampa un dolce bacio sulla guancia di Xena per poi rimanere a guardarla qualche secondo negli occhi prima che le Parche ed Hercules si avvicinino a loro per ritornare al loro tempo.

FINE

di Darkamy e Xandrella

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